L’AN Brescia è lieta di annunciare l’ultimo tassello nel roster per la stagione 2025/2026: Filippo Lodi, classe 2004, arriva dalla Brescia Waterpolo per aggregarsi al gruppo allenato da Sandro Bovo.
Nato a Modena il 19 novembre 2004, Lodi è bresciano d’adozione ormai da diversi anni. Ha iniziato il proprio percorso sportivo a soli 5 anni con la Modena Nuoto, completando l’intera trafila giovanile fino all’esordio in Serie B a 14 anni. A 16 anni approda alle giovanili dell’AN Brescia (U17), iniziando un primo anno da pendolare tra le due città. L’anno seguente si trasferisce stabilmente a Brescia, città che oggi considera casa e che, con tutta probabilità, lo vedrà debuttare nella massima rassegna italiana.
Il suo percorso di crescita passa attraverso quattro stagioni importanti in Serie A2 con la Brescia Waterpolo, culminate con 51 reti segnate nell’ultima annata, che l’hanno reso secondo miglior marcatore della squadra e uno dei top 10 del Girone Nord.
Nel 2025/2026 ricoprirà il ruolo di quattordicesimo uomo nel gruppo della prima squadra. Si tratta di una grande occasione per un atleta già da tempo nel radar dell’A1: nel corso della scorsa stagione, infatti, Lodi si è spesso allenato con Alesiani e compagni.
Queste le sue prime parole alla firma:
1. Quando hai saputo che saresti salito in A1 e come ci si sente a vestire la calotta della prima squadra?
Mi è stato comunicato da Sandro una mattina, al termine di un allenamento. È stato un momento di grandissima emozione e soddisfazione, perché era l’obiettivo che mi ero posto fin dall’inizio della stagione.
Indossare la calotta della prima squadra è un onore immenso. L’AN Brescia è una delle realtà più importanti della pallanuoto italiana, un punto di arrivo per tanti ragazzi come me. Per questo, per me rappresenta sì un traguardo importante, ma anche e soprattutto un nuovo punto di partenza.
2. Cosa pensi ti abbia permesso di fare il salto di categoria?
Sicuramente la costanza negli allenamenti e la voglia di migliorarmi e allenarmi ogni giorno di più. Credo che la somma di piccoli progressi quotidiani mi abbia permesso di crescere fino a meritare questa opportunità.
3. Quali differenze hai notato nei ritmi di vita e di gioco tra un giocatore di A2 e di A1?
Ho notato che i ritmi sono molto più intensi, sia in allenamento che in partita. Ogni dettaglio conta. Anche fuori dall’acqua serve più organizzazione: bisogna gestire meglio il recupero, l’alimentazione e il tempo libero. È un vero salto di qualità sotto tutti i punti di vista.
4. C’è stato un giocatore esperto in particolare da cui stai cercando di imparare qualcosa?
Sto cercando di osservare molto i giocatori più esperti della squadra per riuscire a imparare qualcosa da ognuno di loro.
5. Chi ti ha sostenuto di più in questo percorso?
La mia famiglia è stata fondamentale, mi ha permesso a 16 anni di cambiare città e iniziare una nuova vita a Brescia per seguire il mio sogno e la mia passione, rimanendo sempre i miei primi sostenitori.
6. Quale è stato il ricordo migliore della tua carriera pallanuotistica fino ad ora?
Il ricordo migliore della mia carriera pallanuotistica fino ad ora è legato alle finali scudetto U20. Anche se siamo arrivati terzi e il rammarico per non aver raggiunto il gradino più alto del podio è ancora forte, è stata un’esperienza incredibile. Il percorso per arrivare fin lì, le partite giocate con il cuore, l’intensità, la fatica e il legame con i miei compagni di squadra hanno reso quei giorni indimenticabili. Quel bronzo vale tanto, perché dietro c’è un gruppo che non ha mai smesso di crederci fino alla fine.
Benvenuto tra i Leoni, Pippo!